BIM e Digital Twin per le infrastrutture

Il percorso della digitalizzazione sta facendo vivere al settore delle costruzioni una vera e propria evoluzione, che si concretizza attraverso l’impiego di metodi e strumenti a supporto dei professionisti lungo tutto il ciclo vita di un’opera, sia essa di tipo edile oppure infrastrutturale.
Questo si traduce anche in un progressivo passaggio dall’impiego di veicoli informativi tradizionali, quali gli elaborati, all’utilizzo di modelli digitali come vere e proprie virtualizzazioni del progetto nelle varie fasi che si susseguono. All’interno di questo scenario, negli ultimi anni si è fatto strada il concetto di Digital Twin, anche noto come “gemello digitale” dell’opera. Ma cosa si intende esattamente con questa espressione?
Rispetto ad altre terminologie associate alla digitalizzazione e al Building Information Modeling, il termine “gemello” vuole in effetti sottolineare come effettivamente si abbia a che vedere con un clone digitale di un edificio o di un’infrastruttura.
Esso deve essere in grado, da un lato, di rappresentare l’opera, permettere la navigazione al suo interno oltre che una certa interazione con i suoi componenti; dall’altro, nel corso del suo ciclo vita, deve perfino potersi modificare e comportare in accordo a quanto avviene alla controparte nel mondo reale.
Ed è qui il vero obiettivo dei Digital Twin: modelli virtuali in grado di cambiare la propria natura sulla base di input esterni che rappresentano gli eventi che impattano sull’opera nel mondo reale, trasferiti ad esso mediante una molteplicità di alternative.

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